Impermeabilizzazione su fune

Impermeabilizzazione di terrazzi, balconi, cornicioni e coperture lavorando su fune, senza ponteggi: dalla ricerca delle infiltrazioni alla posa di guaine e membrane.

Operatore su fune durante un intervento di impermeabilizzazione

Una macchia sul soffitto, un angolo di muro che si gonfia, un cornicione che perde pezzi: quasi sempre il problema nasce da una superficie esterna che ha smesso di tenere l’acqua. EdilExtreme ripristina l’impermeabilizzazione di terrazzi, balconi, cornicioni, lastrici solari e coperture lavorando su fune, quindi senza montare ponteggi e senza noleggiare piattaforme.

Da dove entra davvero l’acqua

Raramente la causa è “tutta la superficie”. Più spesso l’acqua passa da pochi punti deboli:

  • giunti e risvolti contro i muri, dove la guaina si stacca o si crepa;
  • bocchettoni e pluviali mal raccordati o ostruiti;
  • soglie e davanzali senza gocciolatoio o con sigillature ormai secche;
  • vecchie guaine indurite dal sole e dal gelo, che hanno perso elasticità.

Il guaio è che l’acqua percorre la struttura prima di manifestarsi: la macchia in casa può trovarsi a metri di distanza dal punto da riparare. Per questo partiamo sempre da una diagnosi, non da un rotolo di guaina.

Come lavoriamo

  1. Ispezione della superficie e delle zone sottostanti, con verifica dell’umidità dove l’occhio non arriva.
  2. Preparazione del fondo: pulizia, rimozione delle parti incoerenti, riparazione di crepe e ripristino delle pendenze di scarico.
  3. Primer di adesione, indispensabile perché il nuovo strato si leghi al supporto.
  4. Posa del sistema impermeabile, con particolare cura a risvolti, giunti e scarichi.
  5. Controllo finale e indicazioni per la manutenzione.

Guaine o membrane liquide?

Dipende dalla superficie. Le guaine bituminose (membrane bitume-polimero) sono la soluzione classica per grandi piani; le membrane liquide poliuretaniche o acriliche si stendono a pennello o a rullo, seguono bene forme irregolari e rendono semplici i raccordi. Quando si lavora in sospensione preferiamo sistemi applicabili a freddo; la posa a caldo la valutiamo solo dove l’operatore può lavorare su un piano stabile e calpestabile.

Perché farlo su fune

Il ponteggio per un intervento di poche ore pesa spesso più del lavoro stesso: montaggio, noleggio, eventuale occupazione di suolo pubblico. Con l’accesso su doppia fune si raggiungono cornicioni, balconi sporgenti e facciate alte con una squadra ridotta, tempi brevi e meno disturbo per chi abita l’edificio.

Se hai già visto comparire umidità o distacchi, intervenire presto costa meno: l’acqua che resta intrappolata porta all’ossidazione dei ferri d’armatura e al distacco del calcestruzzo, che poi richiede la rimozione del materiale pericolante. Per la parte di finitura puoi abbinare il lavoro a balconi e facciate.

Vuoi capire cosa sta succedendo? Contattaci e descrivici il problema: ti diciamo come procedere e ti prepariamo un preventivo senza impegno.